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Messina brucia, il ruolo di Twitter e il ritardo dei media nazionali

Sono giorni che la Sicilia va a fuoco. Giorni in cui un caldo torrido, spesso complice con il vento di scirocco, fanno da scenario a incendi distruttivi su tutto il fronte tirrenico da Messina fino a Palermo. Certo è impossibile escludere la mano dell’uomo in questo tipo di tragedie. Questa mattina Renato Accorinti, la massima autorità provinciale, consegna la richiesta ufficiale di dichiarazione dello stato di emergenza che passa però inosservata sulla stampa nazionale.

Oggi però citiamo la cronaca per parlare del ruolo dei social network in questa vicenda che, mentre scrivo, sta ancora evolvendosi. Da giorni, si diceva, diversi focolai avevano già colpito gravemente Patti e Montagnareale. Poi una nuvola enorme aveva persino oscurato il cielo per decine di chilometri. La stessa che si è rivista oggi da un altro fronte, quello di Messina Nord. Un vasto fronte che circonda l’Annunziata, il quartiere delle “nuove” facoltà universitarie, ha praticamente in poche ore soffocato i cittadini. Diverse abitazioni evacuate – la stessa facoltà di Lettere e Filosofia – e tutti i giornali locali danno la notizia online già nelle prime ore del pomeriggio. Ma sui tg nazionali si parla solo del fronte incendi della California. E Messina brucia. Uno dei primi tweet che lancia l’appello è di Massimo Mastronardo intorno alle 16.

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Questo utente riesce nel suo intento a catturare l’attenzione dei top influencer. Prima Fiorello, poi Nino Frassica, poi i notiziari. Giornalettismo prima e Skytg24 dopo fino alla stessa Concita De Gregorio. E’ un allarme generale che parte da Twitter e si diffonde sul web e su Facebook. Una primavera araba messinese. A tranquillizzare in parte i cittadini ci pensa il canale Twitter dei Vigili del Fuoco, che nel frattempo rilasciano diverse dichiarazioni ai tg:

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Il succo del messaggio è sempre lo stesso: noi ci siamo, mentre l’Italia inizia a indignarsi, siamo già alle 18. Fiorello, che aveva retwettato Mastronardo, interviene con un video su Facebook e lancia l’allarme alle autorità e ai media. L’edizione delle 20 di Skytg24 tratta il problema nel corollario dei focolai in Calabria, Campania, Puglia e Lazio. Ma a Messina il fuoco è tra le case, le strade, le persone. Viene chiusa l’importante arteria autostradale tra Messina e Catania. Nel frattempo l’hashtag #MessinaBrucia è virale ed è al secondo posto a livello nazionale. Il tema si impone nell’agenda setting dei telegiornali grazie al continuo retweetting dei semplici cittadini, spesso senza neanche grossi bacini di follower. Molte foto fanno il giro di Whatsapp e finiscono immediatamente su Twitter, come questa, divenuta virale praticamente in diretta:

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Tra i tanti tweet di studenti e siciliani fuori sede, molti si chiedono perché nessuno parli di questa vera emergenza che ha colpito Messina nelle ultime 24 ore. Per adesso si sa solo che i soliti eroi sono i Vigili del Fuoco e i volontari della Protezione Civile di cui parlano in pochi. Lo stesso direttore del centro emergenze mantiene una grande dignità in diretta tv, senza mai fare appelli ai politici, eppure, ammette laconico “dei mezzi in più, farebbero comodo a tutti”. Conferma che questa è una situazione grave e straordinaria. I social hanno fatto il resto, hanno raccontato la diretta delle fiamme. Ma i social non sono “Twitter” o “Facebook”. Sono le singole persone, i singoli cittadini che si sono sentiti vulnerabili tra le fiamme ma hanno saputo riscoprirsi comunità, condividendo emozioni e speranze, attraverso un hashtag che ha sommerso il silenzio e il ritardo imbarazzante dei giornali. E questo i piromani non sono riusciti a bruciarlo.

Santi Cautela

 

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Dalla Sicilia a Roma, Fiorello e il nuovo modo di rileggere il politichese

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ESEMPI DI COMUNICAZIONE INTEGRATA

Il caso “Edicola Fiore” che rilancia la carta stampata e il modo di fare rassegna alla portata di tutti

Ci siamo già occupati di esempi calzanti di comunicazione efficace, soprattutto nel caso politico, in riferimento a Deputati regionali e Sindaci. Ma c’è un siciliano, su tutti, che ha stravolto la comunicazione, in senso positivo, interpretando l’esigenza odierna di informazione veloce, chiara, semplice.

Stiamo parlando di Rosario Fiorello che col suo format “Edicola Fiore” ha praticamente stravolto la televisione. In onda tutte le mattine su Sky Uno, Edicola Fiore è l’esempio attuale di integrazione dei nuovi media e delle ITC, ossia di quelle tecnologie necessarie alle nuove forme di comunicazione.

Si è già detto tanto dell’uso delle dirette di Facebook, l’abbiamo di recente visto a Politics su Rai Tre. Fiorello però, che fa un mini talk di intrattenimento mattutino, sceglie la satira ma non si allontana molto dal mondo formale e pacato dei talk politici. Perché?

Perché fa qualcosa che persino Quinta Colonna di Rete 4 non è ancora riuscita a fare: legge le notizie con gli occhi della gente. La gente delle piazze, in strada, la gente che beve il cappuccino al bar. E lo fa in una insolita forma neorealista, letteralmente dentro un bar!

Tutto, quindi, appare reale e familiare, come una sorta di termometro sociologico. La rassegna stampa non è più il noioso mantra notturno del giornalista assonnato, ma l’occasione per parlare dei principali fatti politici e di cronaca con gli occhi della gente. Non a caso, Fiorello, non usa “interagire” con il popolo dei social network. Fa qualcosa di ancora più forte: usa le maschere pirandelliane della gente semplice. Un po’ come Pasolini nel suo Accattone, per far riflettere, Fiorello forse, lo fa solo per strappare qualche sorriso agli accaniti dello zapping mattutino.

Edicola Fiore salva la carta stampata e trasforma in cartaceo le notizie on-line, interagisce con giornalisti – non a caso la co-conduzione affidata al buon Meloccaro – e direttori di testate che lottano per avere uno spazio sulla sua scrivania. Fiorello ha salvato il soldato cartaceo della stampa, riabilitandola verso una nuova mission: quella sua originale del “confronto da bar”.

Per enfatizzare il tutto, usa personaggi della strada come Il Pompa o John Wayne, che ricalcano perfettamente l’uomo della porta accanto. Sono loro che commentano i fatti, sono loro i social users, i veri opinion leaders di un programma che sta facendo scuola. L’uso continuo della diretta da un comune Smartphone con tanto di bastone-selfie, alle volte entrando in casa di ospiti attraverso videochiamate (spesso di qualità volutamente scadente) è il messaggio più potente per la televisione del futuro: ognuno di noi sarà videomaker, videoreporter, il tutto in live-streaming. Eccolo un altro punto di forza, ossia quella capacità di fare tutto in diretta, dal vivo, senza filtri.

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Un buon consulente politico non può prescindere da Edicola Fiore, il miglior termometro del vox populi. In un’epoca in cui i comici fanno i politici, Fiorello è riuscito a tirar fuori la comicità dal giornalismo politico. Non una cosa da poco in un mondo di cravatte e lunghe conferenze stampa. Il mondo della comunicazione, sentitamente, ringrazia.

Santi Cautela